giovedì 7 gennaio 2010

Gran Bell'Inizio.



Buona anno a tutti.

Leggo il blog di Gianni Lombardi, e scopro che il primo numero del 2010 dell'Economist è magro come una sottiletta.

Cito testualmente: "Se non è un segno di crisi, è comunque il segnale che i tempi stanno cambiando vertiginosamente.

72 pagine, di cui 11 pubblicitarie. In genere la foliazione è almeno doppia e le pagine pubblicitarie sono almeno il triplo.

È normale che il primo numero dell'anno sia un po' magrolino, ma non così tanto."

Sopratutto, aggiungo io, se pensate che Economist è uno dei pochi giornali di carta al mondo che continua a godere di ottima salute, con fatturati pubblicitari e lettori in continua crescita.

Nel frattempo, i dati ADS usciti oggi parlano, per il mese di settembre 2009 su settembre 2008, di un calo dell'11,5% per il Corriere della Sera, mentre Repubblica perde il 16%. Giù anche Il Sole 24 Ore (-8,7% rispetto a un anno prima), mentre la Gazzetta dello Sport va sotto di un secco 7% .

A celebrazione di questi dati trionfali. il Corriere ha portato il prezzo di copertina ad un euro e venti, seguendo l'esempio di altre testate.

Per metterla sull'ironico, solo in questo paese si applicano strategie editoriali così sofisticate per uscire da una crisi di questa complessità.

2 commenti:

vincenzo ha detto...

giusto ma la segnalazione non tiene conto del numero doppio uscito due settimane prima

Yogasadhaka ha detto...

Una strategia interessante e un po' più coraggiosa per un quotidiano cartaceo potrebbe essere:
- Edizione da 3 euro o da 5 euro distribuita solo a Milano, Roma, aeroporti, qualche grande città e soprattutto per abbonamento;
- Edizione ridotta a 0,50 euro, da distribuire gratuitamente dopo le 15 (riducendo anche il costo delle rese).

L'edizione premium, pur essendo ricca di approfondimenti ecc, probabilmente avrebbe un punto di pareggio più basso, avendo meno costi distributivi e sarebbe di interesse per addetti ai lavori, uffici stampa, lettori professionali e semi-professionali.

L'altra edizione potrebbe contare su maggiori entrate pubblicitarie, minori costi di confezione (in parte assorbiti dall'edizione premium) e anche minori costi sul lato delle rese, se si riesce a superare gli ostacoli per una distribuzione gratuita dopo una certa ora.