venerdì 8 maggio 2009

Joichi Ito: “Le aziende e i media devono diventare neotenici’.

Il suo profilo su LinkedIn conta 27 attuali posizioni, tra cui CEO di Creative Commons. Per il World Economic Forum è uno dei 100 leader globali del futuro. Ho avuto occasione di intervistare Joichi Ito durante il suo ultimo viaggio a Milano. La prima parte dell’intervista la trovate bnel post del 5 maggio.

Lei ha più volte dichiarato che il futuro di internet è nelle mani delle piccole comunità e che le più importanti innovazioni nascono dalla condivisione. In questo periodo di crisi mondiale, quale futuro vede per internet?

La storia di internet è sempre stata scritta dalle piccole comunità, spesso dai singoli amatori. Prendiamo ad esempio il “blog world”: i blogger sono individui che hanno iniziato a scrivere sul web esclusivamente per esprimersi, comunicare senza pensare a un ritorno economico. In seguito si sono affacciati sulla rete svariati soggetti interessati a fare business e questo ha generato una serie di meccanismi che ha intaccato le relazioni, raffreddato la passione e la voglia di esprimersi. Non posso predire quanto profonda sarà la crisi economica, ma più un mercato diventa difficile, più i soggetti diventano attenti ai costi. Questo significa che la crisi avrà come conseguenza che chi affolla internet per soldi, se non avrà un ritorno economico nel breve periodo se ne andrà lasciando come protagonista, nuovamente, chi è animato dalla passione. Questo porterà a conseguenze positive, perchè il luogo in cui avvengono le più importanti innovazioni è il web e non gli uffici ricerca e sviluppo delle grandi aziende. Con internet e le open source è possibile spendere poco per realizzare grandi progetti e c’è ancora molto da fare. Per avviare un qualsiasi progetto di sviluppo le multinazionali necessitano di investimenti dell’ordine di centinaia di migliaia di dollari, mentre i singoli appassionati hanno bisogno di poche cose: una connessione, un server, tempo e passione. Anche Google è nata così.

Quale è la sua parola preferita, quella che la rappresenta di più?

Una parola strana: Neoteny (in italiano “neotenia”, termini che indica la persistenza di tratti giovanili negli adulti di alcune specie animali, ndr). È anche il nome della società che ho costituito, una metafora per dire che quando si è adulti si dovrebbe comunque restare bambini, perché i bambini sono sociali, hanno sempre voglia di imparare e il mondo per loro cambia in continuazione. Quando si è adulti e si inizia a produrre, si smette di imparare, si entra in una routine continua. Per affrontare il mondo di oggi, con i suoi continui cambiamenti, è meglio restare bambini anche quando si diventa adulti. Non devono farlo solo le persone: anche i media devono sentirsi come dei bambini e lavorare sempre con il presupposto di non conoscere nulla e di essere pronti a imparare tutto. 

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