venerdì 14 maggio 2010

Dare un taglio ai tabù.


(Ottavo appuntamento su LatoB per La comunicazione che vorrei, rubrica di Davide Boscacci, Direttore Creativo Associato JWT/RMG Connect)


La settimana scorsa è andato onair il video per il web “Rasa il pratino”, cliente Wilkinson (http://www.youtube.com/watch?v=ArEYSyBHFUM). Si tratta dell’adattamento di un lavoro che lo scorso anno ha spopolato in UK e USA.

È sempre brutto parlare di case history in cui si è in qualche modo (poco in questo caso) coinvolti. Spero me lo perdonerete, ma il tema non è tanto la campagna quanto quello che vi sta succedendo intorno. A sette giorni dalla release siamo a circa 500.000 views solo su youtube, 26.000 citazioni su google, migliaia di interventi su facebook e sempre più giornalisti che ci chiedono approfondimenti. Non ricordo molte campagne così dirompenti in Italia.

Quello che vorrei provare a fare è individuare le ragioni di questa che, toccando ferro, si appresta a diventare una campagna virale di grande successo:

- Un tema rilevante. Non che sia fondamentale parlare di pratini e aiuole, ma sicuramente è un argomento che stimola curiosità, interesse, dialogo e gossip nel target.

- Un insight forte. In questo caso, il desiderio di parlare di un tema imbarazzante con una certa leggerezza.

- Un’idea creativa forte. Molto poco laterale in questo caso, ma sicuramente efficace e divertente, capace di offrire un linguaggio per dialogare sull’argomento, sdrammatizzandolo.

- Un’ottima esecuzione. È effettivamente fatto bene, semplice ma ben girato e curato, fin nei particolari (e con ottima esecuzione intendo anche un discreto budget).

- Una buona strategia media (in Italia curata da GroupM). Nulla avviene per caso, sono rarissimi i casi in cui l’effetto virale è totalmente spontaneo.

Lascio per ultimo un ingrediente fondamentale, senza il quale tutto quanto sopra non porterebbe da alcuna parte: un cliente illuminato. Un cliente che ha il coraggio di osare e, perché no, di dividere. In fondo l’idea di essere inattaccabili e mettere d’accordo tutti è oggi, nell’era del web 2.0, non solo un’utopia ma spesso anche un freno. E forse il tabù più forte da rompere.

Ecco, mi piacerebbe che questo caso contribuisse a dare un segnale forte alle aziende in Italia che ancora interpretano il viral marketing come la versione economica e sfigata dello spot televisivo.


davide boscacci

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