venerdì 28 gennaio 2011

Caramelle dagli Sconosciuti.



Ognuno usa le sue armi ed il suo talento, nella vita.
Per questo oggi vi propongo un annuncio pubblicitario per rispondere ad attacchi gratuiti in risposta alla constatazione della diffusione di dati non corretti e manipolati.

Grazie alla collaborazione di Michele Bedeschi, art director e direttore creativo di Expansion, questo titolo è stato interpretato con diversi visual. Parecchi amici blogger hanno deciso di pubblicarli, ognuno dirà la sua sul tema, secondo la propria sensibilitò.

Io per esempio, ringraziando il mio editore, voglio qui parlare della responsabilità della stampa del nostro settore, in un momento di grandi cambiamenti come quello che stiamo vivendo.

Anche i giornalisti e le testate storiche, oltre a quelle più recenti, stanno interpretando il momento. Ognuno con il suo stile, ognuno con la sua personalità. Ma tutti sono uniti da una costante. Ci mettono la firma, ci mettono la faccia.

Questo permette ad ogni discussione, ad ogni argomento, di essere affrontato in modo corretto. Certo, ancora tanto c'è da migliorare. Ma di sicuro, conosco tanti giornalisti e tanti editori, nessuno sfugge al suo compito ed alla sua assunzione di responsabilità: il suo nome sta alla fine di ogni articolo, di ogni inchiesta, di ogni opinione.

Il tema è caldo, ed è stato affrontato anche recentemente, alla presentazione del libro di Enrico Pedemonte "Morte e resurrezione dei giornali". Anche le grandi testate cartacee e televisive si trovano a fare i conti con la rivoluzione digitale, con il fatto che con un pc oggi qualunque sedicenne può andare in rete con il suo giornale o il suo blog. E di questo personalmente sono felice. E' la parte evolutiva del 2.0, il cambiamento del rapporto scrittore lettore.

Diverso il fatto che ci sia chi ama celarsi, in questo rapporto, dietro l'anonimato. Questo permette, oltre al prevalere della vigliaccheria e della delazione (una riprovevole moralmente, l'altra giuridicamente), anche la possibilità che, in alcuni casi, possano essere propinate cifre, dati, valori che sembrano oggettivi, ma in realtà sono funzionali a progetti diversi dal fare chiarezza. Dichiararsi controinformatori e, solo dopo essere stati scoperti, ammettere di aver manipolato dati, non è bella referenza.

Queste caramelle dagli sconosciuti sono pericolose. L'Orco può anche mostrarsi di animo gentile e di cultura enciclopedica. Ma se non ci mette la firma, di sicuro vuole portarti per strade non chiare, farti passare verità interessanti solo a lui.

Ringraziando Dio, mi pare che l'ambiente del giornalismo pubblicitario abbia molti difetti, ma non quello dell'anonimato interessato. Testate e giornalisti ci mettono la faccia e la firma. Questo è consolante e garanzia per i lettori. Si possono migliorare tante cose, come è naturale. Ma tutti possono avere una certezza. Chi non ci mette la firma, è un perfetto sconosciuto. Perfetto, certo. Ma questa è virtù poco invidiabile.

pasquale diaferia

p.s.:
grazie ai tanti che mi hanno manifestato la loro simpatia in questa giornata, via mail o sms. Quello che mi ha fatto particolare piacere è che abbiano firmato i loro messaggi. A loro ho dedicato questa risposta, di cui spero verrà colto lo spirito ironico. Preferisco sempre essere finto testo, che essere certificato come vero taroccatore.

1 commento:

Gianni ha detto...

Giusto per dire che, a meno di non essere un dissidente cinese o tunisino che manda notizie oltrefrontiera in una situazione di pericolo di vita personale, i commenti anonimi in genere valgono quanto il nome di chi li firma, ovvero molto poco.

Anche se un blog anonimo può avere una sua funzione, il fatto che quasi nessuno nei commenti si esprima con nome e cognome (come Massimo Guastini) o con un nickname identificabile (come Mizio) è solo un indice dei livelli di pusillanimità che allignano nella categoria.

Amici anonimi e nickname non identificabili: il vostro anonimato fa parte del problema e non della soluzione.