Puntare alto.
Hai scritto, pianto, implorato un posto da stagista alla Crispin Porter ma Bogusky non ti ha mai nemmeno risposto? Hai fatto male, avresti dovuto osare di più: perché accontentarsi di lavorare per uno così quando puoi addirittura aprirci un’agenzia insieme?
Fedeli alla tradizionale parsimonia ebraica, questi due giovani creativi israeliani sono riusciti non solo a far parlare di loro mezzo mondo della comunicazione senza spendere una lira, ma anche a far scucire dei soldi a quello che è forse il più grande pubblicitario vivente.
E presentarsi da qualsiasi cliente col nome twentythree + Bogusky non è davvero poca cosa.
Chapeau.
Davide Boscacci
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mercoledì 16 giugno 2010
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