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mercoledì 11 febbraio 2009

Rai 'su misura' in rete con il nuovo Rai.it, 22 canali su Rai.tv

Presentati oggi, 10 febbraio a Roma, i nuovi portali Rai.it e Rai.tv: il primo è totalmente personalizzabile dagli utenti, il secondo offre 7 canali televisivi, 7 radiofonici e 8 canali web. Claudio Cappon, direttore generale Rai: "I nuovi portali sono la risposta dell'azienda agli investitori in un momento di chiara contrazione delle risorse e del mercato".

La Rai cambia e si trasforma da broadcaster a vero e proprio fornitore di contenuti e servizi personalizzabili, multipiattaforma e multicanale. Una svolta segnata dal debutto dei nuovi portali Rai.it e Rai.tv, che sono stati presentati ufficialmente oggi, 10 febbraio, nel corso di una kermesse altamente tecnologica nella sede di viale Mazzini.

Accesso rapido e 'su misura' a tutti i contenuti Rai, 22 canali su Rai.tv e alta qualità dell'immagine: sono queste solo alcune delle novità messe in campo da RaiNet, la consociata Rai per lo sviluppo delle nuove tecnologie, per rafforzare il brand dell'azienda sul web.

Obiettivo fondamentale dei nuovi strumenti sarà ottimizzare la fruizione di video e notizie, in linea con gli altri grandi broadcaster europei. Il direttore di Rai Nuovi Media e amministratore delegato di RaiNet, Piero Gaffuri, ha dichiarato: "L'offerta online è sempre più centrale per l'azienda e per i suoi utenti come dimostra il record di oltre 1 miliardo di pagine viste nel 2008. Il nostro programma, in coerenza con il Contratto di Servizio, è quindi quello di creare una personal tv applicando i contenuti Rai alle nuove piattaforme".

Il presidente Rai Claudio Petruccioli ha invece sottolineato come il restyling dei due portali sia solo la prima di una lunga serie di iniziative, che dimostrano come azienda si impegni continuamente a fornire contenuti su tutte le piattaforme.

Il direttore generale Claudio Cappon (nella foto) nel suo intervento ha posto l'accento anche sull'importanza che i due nuovi portali possono avere per gli investitori. Essi "sono la risposta dell'azienda agli investitori in un momento di chiara contrazione delle risorse e del mercato. Auspichiamo che anche in questo modo così come cambia la televisione ci sia un mutamento della pubblicità".

Entrando nel dettaglio, si può dire che le trasformazioni di Rai.it sono evidenti già dalla nuova home page, ora riprogettabile da ciascun utente nei contenuti e nella forma. Il nuovo portale, infatti, offre la possibilità di scegliere i contenuti da visualizzare (oltre 14 box tematici tra cui news, sport, viaggi, fiction, tv, etc.), il loro posizionamento nella pagina e gli aggiornamenti tematici con i feed rss.

Personalizzabili anche i colori della grafica di sfondo del nuovo layout, che mette in evidenza in modo più immediato tutti gli elementi multimediali disponibili (dirette tv e canali web, live radio, contenuti on demand, vodcast e podcast). Si moltiplicano inoltre i servizi, con nuove sezioni di pubblica utilità e svago: dalla guida ai programmi, compresi i palinsesti di canali digitali, web tv e satellitari, all'oroscopo settimanale, passando per meteo, viabilità e borsa.

Inoltre, per gli appassionati delle news, nasce Rai Notizie, la porta di accesso unitaria a tutta l'informazione in diretta e on demand, con i tg delle tre testate principali, le 21 edizioni del Tgr Regionale, il Tg Sportivo , la diretta live e i servizi di RaiNews24 e le ultime edizioni dei Giornali Radio .

Con 22 canali, qualità video raddoppiata e tempi di ricerca dei contenuti sempre più brevi, il nuovo Rai.tv accelera invece il passo della tv su web. A confermarlo i suoi numeri: tra i canali live, 7 televisivi (Rai Uno, Rai Due, Rai Tre, Rainews24, Rai Sport Più, Rai Storia e Rai Edu1 ), 7 radiofonici (Radio1, Radio2, Radio3, Gr Parlamento, Isoradio, Filodiffusioni - musica leggera e classica) e 8 canali web.

Alle dirette si aggiungono più di 500 programmi disponibili on demand dopo la messa in onda, 60 programmi in podcast audio e video, una ricca selezione di contenuti di archivio Rai, per arrivare a un totale di oltre 61.000 multimedia, esclusi gli user generated content. Il nuovo portale, inoltre, consente agli utenti di creare una versione personalizzata di Rai.tv, con le segnalazioni dei contenuti multimediali più visti e dei più votati.

E' la prima tappa di un percorso più ampio, che prevede tra un mese la messa on line di MyRai.tv, un'area in cui ciascuno potrà creare le proprie playlist audio e video. Seguiranno nei mesi successivi la sperimentazione dell'alta definizione web, il restyling strutturale dei portali di rete, la creazione di una video community e di un portale dedicato alle piattaforme mobile.

tratto da www.advexpress.it

martedì 27 gennaio 2009

Sipra: pronta la ricetta anti-crisi

Presentata stasera, 26 gennaio, a Roma, la programmazione Rai per la prossima primavera. Tra le novità una fiction sulla vita di Puccini, la nuova edizione di 'Pinocchio ' con Luciana Litizzetto e 'SmashGirls ', nuovo canale dtt dedicato alle teenager. La concessionaria ha colto l'occasione per mettere in luce i fattori qualificanti della Rai , ovvero grandi ascolti, target mirati e programmazione multipiattaforma.

In un momento difficile come quello che il mondo sta attraversando, le aziende cercano relazioni dirette e positive con i propri clienti consumatori e Rai è il partner giusto per questo. E' questo il messaggio che Sipra (nella foto l'Ad Maurizio Braccialarghe) ha voluto lanciare nel corso della presentazione della programmazione Rai per la prossima primavera, tenutasi questa sera, 26 gennaio, a Roma. All'incontro è intervenuto anche il direttore generale della Rai, Claudio Cappon .

Tra le novità annunciate, l'arrivo di 'Butta la luna 2' e di una fiction inedita sulla vita di Puccini, oltre che di un'altra fiction dal titolo 'Bakita'. Inoltre, in programma la nuova edizione di 'Pinocchio' con Luciana Litizzetto e di un programma con protagonista David Copperfield.

Torneranno sulle reti Rai 'Cold Case'e 'E.R.' e debutterà 'Affinità elettive' condotto da Daria Bignardi. Anche nello sport ci saranno delle sorprese: ad esempio una web cam monitorerà il Giro d'Italia minuto per minuto permettendo agli sportivi di seguirlo sui siti Rai in streaming minuto per minuto.

Per quanto riguarda invece le altre piattaforme, nel corso dell'incontro nella capitale si è parlato di SmashGirls, nuovo canale dtt dedicato alle teenager.

La presentazione dei palinsesti primaverili Rai è stata l'occasione per Sipra per mettere luce, attraverso i risultati di ricerche sugli ascoltatori condotte dall'editore, la capacità della Rai di leggere i bisogni più profondi e diversi del pubblico televisivo e radiofonico. Differenti le conclusioni a cui sono giunte le indagini: dal bisogno di compagnia che fonda il successo dei grandi contenitori diurni, alla capacità di aggregazione di un quiz preserale come L'Eredità (7,5 milioni di ascoltatori); dall'informazione cercata e apprezzata ogni mattina su radio e tv all'evasione intelligente della fiction, molto segmentata per età e orientamenti culturali sulle diverse reti, fino a programmi come X-Factor (22% di share sul target 25-44 anni) e Scalo 76, che riportano al piccolo schermo segmenti poco televisivi.

Particolarmente interessanti alcuni risultati, come la rilevante presenza di under 14 fra gli appassionati de La Prova del Cuoco, oppure l'alta percentuale di giovanissimi tra gli appassionati di Un posto al sole, che ne fanno anche il terzo sito Rai più visitato dopo Televideo e Raisport. Inoltre, dalle ricerche è emersala trasversalità della Formula 1, in grado di mettere in poltrona tutta la famiglia, donne comprese (fino a 10 milioni di ascoltatori, e 57,6% di share).

Sono stati resi noti inoltre anche alcuni dati relativi alle reti Rai. Nell'autunno 2008 la tv Rai è stata leader di ascolti per l'ottava stagione consecutiva: 41,8% lo share nel totale giorno, 43,4% nel prime time (vs. 39,4% e 39,6% della concorrenza). Inoltre, 15 programmi Rai sono entrati nella top 20 delle trasmissioni a più alta audience. Ma non è tutto. La Rai è cresciuta anche nella percentuale di composizione dei target strategici: Raiuno, infatti, ha visto salire al 59,35% (vs. 58,5% del 2007) le responsabili acquisto, Raidue ha raggiunto il 40,2% di giovani-adulti 25-54 anni (vs 39,1%), mentre Raitre ha migliorato il presidio delle classi ad alto potere d'acquisto (AA+AB Auditel) dal 23,7% al 24,8% .

Anche nel periodo festivo e nella ripresa di gennaio le reti Rai si mantengono in testa: 41,8% (vs 39,4% concorrenza) lo share nel totale giorno e 43,4% (vs. 39,6%) nel prime time, con Raiuno al 22% e 22,6% (vs. 20,3% e 20,7%) (periodo 21/12 -18/1, dati Auditel).

Un risultato ancor più significativo se si considera che il gennaio 2009 registra un incremento degli ascolti televisivi complessivi, rispetto allo scorso anno da 10.191.533 a 10.603.241 (+411.708) nel totale giorno e da 26.379.239 a 26.995.337 (+616.098) nel prime time.

Attraverso le diverse piattaforme distributive, i nuovi canali e le nuove modalità di fruizione, in diretta e in differita, a casa o fuori, e anche grazie alla nuova programmazione, la Rai ha intenzione di incrementare la propria capacità di intercettare tanti e diversi pubblici.

'Diamo forma alla qualità': questa la promessa di Sipra, che ha illustrato al mercato la nuova offerta presentando il mix di fattori distintivi e qualificanti che distinguono la qualità Rai: il valore del prodotto editoriale, i grandi ascolti, la certezza del target delle diverse reti, piattaforme e programmi, nonché il più basso affollamento e costo a livello europeo (vedi tabella). Un mix ad alto valore aggiunto con il quale la concessionaria si propone di affrontare insieme alle aziende questo delicato momento, orientandolo verso la ripresa.

tratto da advexpress.it


lunedì 19 gennaio 2009

Rai e pubblicità. Biasi propone: torniamo a Carosello!

Rai 1 potrebbe ospitare soltanto due spazi di mezz’ora ciascuno, intorno alle 20.30 e alle 22.30, dedicati a spot pubblicitari di un minuto che abbiano una finalità di entertainment finalizzato alla comunicazione del prodotto. Per il creativo (nella foto)sarebbe un’opportunità anche per il rilancio della creatività italiana.

Quanto accaduto in Francia non può essere ignorato, anche nel nostro paese. All'indomani dell'entrata in vigore del nuovo sistema che regola la pubblicità televisiva sulla rete di Stato France Télévision anche in Italia ci si interroga su quella che al momento altro non è che una suggestione: le reti Rai, o soltanto qualcuna di esse, senza pubblicità. Suggestione raccolta da ADVexpress che sta conducendo un'inchiesta presso i principali operatori del mercato. Argomento che il presidente dell'Upa Lorenzo Sassoli ha valutato con molto interesse rimandando un'analisi più approfondita al Summit sulla comunicazione previsto a Roma per marzo.

interviene sull'argomento. Lo fa a modo suo, in maniera diretta e propositiva. La sua proposta è di tornare a Carosello, il format pubblicitario tipicamente italiano che dal 3 febbraio del 1957 al 1° gennaio del 1977 ha accompagnato la crescita di tre generazioni.

Perché questa idea? "Partiamo da una premessa – dichiara Biasi ad ADVexpress - . Un provvedimento del genere, alla francese, era nell'aria. Nella cara, vecchia Europa, evidentemente, la pubblicità viene ancora percepita come un qualcosa di scomodo ma necessario. Una percezione che, forse, nasconde una atavica contrapposizione al commercio. È quindi necessario che noi creativi ci rimbocchiamo le maniche e pensiamo a una soluzione. Perché non introdurre una versione moderna del Carosello?".

Si spieghi meglio. "Penso a un vero e proprio spettacolo della durata di mezz'ora, dove i contenuti sono spot, a pagamento ovviamente, di circa un minuto dove il 60% viene dedicato a un entertainment finalizzato al rimanente 40% che è comunicazione sul prodotto. Insomma, una rivisitazione del vecchio Carosello dove la parte che precedeva il famoso codino di 30 secondi era totalmente scollegato al prodotto e alle sue caratteristiche".

Una bomba. Immaginiamo già quella parte di creativi che da decenni urla contro il retaggio di Carosello, individuando proprio in quel format il peccato originale della pubblicità televisiva italiana. "Invece no – afferma convinto Biasi – . Le marche più famose e amate in Italia sono proprio quelle che hanno fatto la propria fortuna con Carosello, da Barilla a China Martini, da Cynar a Paulista, ecc.. Inoltre, Carosello vendeva prodotti trovando una motivazione spettacolare. Non a caso oggi a Carosello sono dedicati vari siti, e i giovani di oggi hanno nei suoi confronti una curiosità elevatissima".

Ma come funzionerebbe, in pratica, la sua proposta? "Ovvio che occorre un ripensamento del sistema televisivo pubblico. Ma senza invocare rivoluzioni eclatanti. Si potrebbe partire da una sola rete, Rai 1 ad esempio, dove siano previsti due Caroselli: uno, intorno alle 20.30, per una fascia più popolare, da bollino verde per intenderci, dove i bambini possono assistere senza problemi; e una per un pubblico più adulto, in seconda serata,verso le 22.30. Con questa caratterizzazione fortemente spettacolare della pubblicità televisiva non solo si darebbe nuova energia all'industria dello spot ma significherebbe vendere gli spazi a un prezzo più caro limitando così, o addirittura azzerando, la perdita di fatturato che deriverebbe dalla riduzione o dall'azzeramento stesso della sua presenza. Infine, la pubblicità smetterebbe di venire percepita come una fastidiosa interruzione".

"Sono certo che questa formula funzionerebbe – conclude Biasi – e che l'esempio verrebbe seguito anche dalle altre reti".

www.advexpress.it



giovedì 27 novembre 2008

Sat vs. DTT: l'evoluzione delle tv digitali secondo Media Italia

Uno studio di Media Italia sull'evoluzione delle piattaforme televisive digitali prevede da qui al 2012 una riduzione (fino a 10 punti) delle share dei canali Rai e Mediaset a tutto favore di Altre Tv e Satellite, come sembra dimostrare lo switch-off della Sardegna, prima regione 'all digital' italiana.

Dopo la battuta d'arresto di quasi il 4% subita nel 2007, nel 2008 la televisione nel suo complesso ha visto una discreta ripresa, aumentando la sua penetrazione su quasi tutte le fasce orarie e d'età. "Sotto la superficie di un ascolto sostanzialmente stabile – osserva però Roberto Roseano (nella foto) direttore ricerche e consigliere delegato di Media Italia –, stanno avvenendo importanti mutamenti". Per questa ragione il centro media che fa capo al Gruppo Armando Testa ha realizzato un'approfondita analisi sullo stato di fatto della televisione in Italia e sullo scenario evolutivo delle piattaforme digitali, satellitare e terrestre, da qui alla data prevista per lo switch-off. Traendone alcune interessanti conclusioni.

Roseano evidenzia innanzitutto come negli ultimi 5 anni, da quando cioè Auditel pubblica i dati relativi al totale delle reti satellitari, è cambiata la share delle varie emittenti: il Satellite (+6,6 punti) ha infatti raggiunto le Altre Tv (cresciute a loro volta nel quinquennio di 1,3 punti), mentre Rai e Mediaset hanno perso rispettivamente 3,3 e 4,5 punti di share. "Si tratta di un fenomeno progressivo, senza impennate – sottolinea Roseano –, ma il trend è evidente: soprattutto per quel che riguarda i segmenti più giovani e istruiti, dove la crescita è stata più che proporzionale".

Motore della crescita è stata naturalmente Sky che, grazie all'offerta di sempre più canali e alla forza della sua comunicazione (dal 2003 a oggi ha investito oltre 300 milioni di euro in pubblicità), ha raggiunto a settembre 2008 i 4,6 milioni di abbonati e, soprattutto, ha fatto decollare la share del totale Tv Satellitari dal 2,4% al 9,0% (target Individui fascia 07-02). Quote che su alcuni target sono in realtà molto più alte: tra gli Adulti 15-34, ad esempio, il Sat è cresciuto dal 3,4% al 13,8%, sottraendo 6,8 punti di share a Rai e 3,4 a Mediaset ; mentre fra i Bambini l'incremento è stato ancor più clamoroso: dal 4,7% al 21,1%. Se a ottobre 2008, nella graduatoria fra tutte le televisioni, la share del Satellite è stata di poco inferiore a quella di Rai 3 (9,1%), avendo peraltro superato Rete 4 (8%), Altre Tv (6,6%) e La 7 (3%), tra le famiglie abbonate la sua share schizza a quasi il 37% sul target individui, e supera abbondantemente il 40% tra i target più giovani e upmarket (oltre il 60% fra i bambini, più del 50% sulle responsabili acquisto con figli piccoli).

Pubblicitariamente parlando, per recuperare pressione e copertura su importanti segmenti della popolazione, molti inserzionisti hanno investito sul satellite, tanto che gli spot tabellari trasmessi sulle reti Sky+Fox in 12 mesi hanno sfiorato 1,6 milioni (nov.07-ott.08). Nello stesso periodo Mediaset ha trasmesso 585.000 spot e Rai 162.000 . "Non stupisce – prosegue Roseano – che al passaggio dei break pubblicitari anche sulle reti satellitari vi sia una contrazione dell'ascolto, benché differenziata a seconda della tipologia di canale e della modalità di impaginazione dei break (fuori e dentro i programmi)".

Come e quanto potranno ancora aumentare gli ascolti della piattaforma satellitare? "È finita l'epoca degli incrementi di audience a doppia cifra – è la risposta di Roseano –: rispetto a un anno fa, in ottobre le reti di Sky editore hanno registrato un +2% e quelle di Fox un +4%, con alcune emittenti addirittura in contrazione – anche perché l'aggiunta di sempre nuovi canali da parte della stessa Sky porta evidentemente a una maggior frammentazione. Sicuramente il trend rimarrà in crescita, ma sarà più lento rispetto a quanto avvenuto finora. La crescita dell'ascolto è infatti direttamente collegata al numero degli abbonati: a fine anno saranno 4,7 milioni le famiglie abbonate, con un obiettivo dichiarato di 5,1 milioni a fine 2009. Il problema è che sta diventando sempre più difficile per Sky conquistarne di nuove per diverse ragioni: in primis la situazione economica e la maggior offerta di alternative".

Il Digitale Terrestre
La principale alternativa è, naturalmente, quella del digitale terrestre, che a oggi ha già raggiunto e superato per penetrazione la piattaforma satellitare pay: secondo le stime Auditel, a novembre sono 4,8 milioni le famiglie dotate di DTT (pari a una penetrazione del 20,1%), contro ai già citati 4,6 milioni utilizzatori del Sat (19,1%). Dai primi di dicembre, inoltre, la stessa Auditel aggiornerà la stima delle famiglie con DTT a 5,1 milioni .

La fase di sviluppo del digitale terrestre è peraltro esplosiva, visto che da qui a fine 2012, data dello switch-off definitivo delle reti analogiche, vedrà aumentare progressivamente la sua penetrazione fino al 100%. Se le tappe fissate dal Ministero saranno rispettate, infatti, a fine 2009 sarà 'all digital' il 28% della popolazione (nel secondo semestre il segnale analogico dovrebbe essere spento nel Piemonte Occidentale, in Trentino Alto Adige, in Lazio e Campania). Nel 2010 toccherà a tutte le regioni del Nord e la copertura salirà al 69%. Nel 2011 sarà la volta delle regioni adriatiche e del Centro e la copertura salirà all' 81%. Infine, nel 2012, saranno spente Toscana, Umbria, Calabria e Sicilia. Parallelamente, nonostante le dichiarazioni di Rupert Murdoch che indicavano in 8 milioni le famiglie abbonate a Sky per il 2012, Media Italia stima per la piattaforma satellitare un più prudenziale 5,8 milioni.

Al calendario degli spegnimenti si aggiungono poi le decisioni ministeriali in materia di commercio degli apparecchi televisivi (si stima che in Italia si vendano ogni anno più di 4 milioni di nuovi televisori): dallo scorso ottobre i produttori di apparecchi non possono più fornire al retail apparecchi non predisposti alla ricezione del DTT, e una volta esaurite le scorte nei magazzini, dal marzo 2009 non sarà più ammessa la vendita al pubblico di tv esclusivamente analogici. Non ultimo, anzi, fra i fattori di sviluppo del digitale terrestre c'è poi la crescita dell'offerta di contenuti: nel corso degli ultimi 12 mesi sono arrivati infatti nuovi canali come Iris (gratuito) e la piattaforma Premium Gallery (a pagamento) da parte di Mediaset, RaiSportPiù e Rai4 (entrambi gratuiti) da parte della Rai, e ancora PremiumCalcio24 da Mediaset. Canali che si sono aggiunti agli altri già presenti in esclusiva sul DTT quali quelli per bambini Boing e RaiGulp. Mediaset è poi sul punto di lanciare, questione di giorni, un ulteriore canale pay destinato ai ragazzi, Premium Fantasy.

Proprio Rai 4, prima rete DTT a far pubblicare giornalmente i propri dati Auditel, rappresenta un caso da studiare: nata da pochi mesi (16 luglio 2008), con una share del 3,4% in Sardegna Rai 4 non solo è già diventata la prima rete 'solo digitale' della regione, distaccando di gran lunga tutte le altre emittenti satellitari, ma addirittura è diventata la settima rete dietro a Retequattro (share 5,7%), avendo superato La7 (share 2,2%). Su base nazionale, con un ascolto di circa 32mila individui nel minuto medio, Rai 4 è la quinta rete digitale dietro a Sky Sport 1, Fox Crime, Sky Vivo e Disney Channel. "È del tutto evidente – afferma Roseano – che al crescere delle regioni all digital Rai 4 e tutte le altre emittenti del DTT vedranno lievitare naturalmente il loro ascolto, erodendo inevitabilmente porzioni di share alle emittenti tradizionali". Rispetto al 2007, Auditel registra come nelle prime 3 settimane di novembre 2008 le 6 reti tradizionali Rai e Mediaset abbiano perso 10,6 punti di share sul target Individui nella fascia 07-02 (di notte), acquisiti dal Satellite (+4,7 punti) e dalle Altre Tv Terrestri (+5,9 punti), che includono i canali del DTT. Sulla base di queste prime evidenze, Media Italia stima che nel 2012 le 6 reti tradizionali (Rai e Mediaset) potrebbero avere complessivamente una share più bassa di circa 10 punti rispetto ad oggi, passando dall'82% al 72% (target Individui fascia 07-02).

"L'impatto dal punto di vista pubblicitario è e sarà duplice – conclude Roseano -: da un lato una minore capacità degli spot sulle Tv tradizionali di generare pressione (per l'erosione degli ascolti); dall'altro, a parità di pressione, una riduzione della copertura dei piani rispetto al passato. Anche nello scenario 2012 le tv tradizionali resteranno fondamentali per le pianificazioni Tv, ma sarà sempre più necessaria una intelligente integrazione con i canali satellitari e del digitale terrestre".

Tommaso Ridolfi

tratto da advexpress.it


martedì 17 giugno 2008

Nel 2008 la Rai a +2% nella raccolta pubblicitaria, e 44% di ascolti

(Dal nostro inviato a St. Moritz, Salvatore Sagone) Nell'inconsueta e affascinante cornice di ST. Moritz è stato presentato oggi il palinsesto Rai d'autunno. Tra novità e riconferme le reti pubbliche puntano a un obiettivo d'ascolto del 44% in prime time con il 22,5% attribuito a Rai 1, l'11,5% a Rai 2 e il 10% a Rai 3. Un obiettivo impegnativo, sostiene Giancarlo Leone vice direttore generale Rai con delega sul prodotto, anche in virtù della crescita d'ascolto delle altre tv digitali e a pagamento.

L'obiettivo pubblicitario di tutto l'anno è stimato con una crescita del 2% sul 2007 quando il lordo Sipra ammontava a 1,4 miliardi di euro raccolti su tutti i mezzi (compresi radio e Internet). Anche in questo caso si tratterà di un risultato positivo sostiene l'amministratore delegato di Sipra Maurizio Braccialarghe (foto 1) perché a sfavore hanno giocato le elezioni politiche (da gennaio a giugno l'incremento è infatti stato dell'1% per mese), controbilanciate dagli Europei di calcio e dalle prossime Olimpiadi di Pechino, in onda su Raidue.

Sul fronte dell'utenza si è assistito al rallentamento del largo consumo e dell'auto mentre vanno bene le telecomunicazioni, e si attende una ripresa in autunno delle banche e assicurazioni. A detta di Braccialarghe il web farà registrare un incremento del 10%, e la radio, che nel primo semestre viaggia a +1,4% dà segnali di effervescenza grazie anche alla nuova linea vendita dedicata che ha già portato 70 nuovi clienti che non hanno investito in tv o che non hanno mai pianificato sui prodotti Rai negli ultimi due anni.

Sul fronte dei costi le spese, a fine anno, ammonteranno a circa 1,450 miliardi di euro distribuiti in 400 milioni sui contenuti tradizionali delle reti (varietà, intrattenimento mattutino e pomeridiano), 300 in fiction, 250 in cinema e produzioni, 300 in sport, 100 in informazione e 100 in eventi straordinari. Con soddisfazione Braccialarghe ha annunciato alla platea dei clienti, delle agenzie e dei centri media, che negli ultimi 5 anni sono stati conseguiti tutti gli obiettivi di garanzia.

Un'azienda sana, quella che il direttore generale Claudio Cappon (foto 2) consegna all'azionista pubblico, allo scadere del suo secondo e ultimo mandato. Grazie, soprattutto, al nuovo piano editoriale e alla decisone con cui è stato imboccato il cammino nello sviluppo del digitale alla vigilia dello switch off. "Dopo il pareggio dei conti nel 2007, la Rai può contare con una situazione finanziaria attiva nel 2008, ovviamente se tutto va secondo le previsioni".

I contenuti del palinsesto autunnale si articola su un ruolo importante assegnato all'informazione con una prima serata di informazione curata dal TG 1 e una Raitre che punta all'informazione locale al mattino e a una striscia in seconda serata. Per il resto novità, come il ritorno di Carramba che sorpresa su Raiuno con Raffaella Carrà , e le partite di Champions League su Raidue. Oltre ovviamente alla nuova produzione di fiction e alle proposte di film.



La notizia su www.advexpress.it

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