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lunedì 28 marzo 2011

ShTArt: Share the art, la prima condivisione utile a creativi e finanziari.




Già l'indirizzo è stimolante: Via Santa Marta, Milano. Lì dietro, ai tempi belli della pubblicità, c'era la sede dell'ADCI, il club dei creativi.
Entri in uno stanzone dove in altri tempi chissà cosa vendevano. Di fronte, al 13, hanno aperto da due settimane una rosticceria di quelle da piccolo pasto caldo in vaschetta argentata per gli impiegati della zona. Ma se entri scopri ricette sofisticate, tipo il quattrocentesco salamino a pasta di maiale grossa, mescolata con miele e bucce d'arance. Ha un colore nerastro che all'esselunga te lo farebbe catalogare tra la roba fuori scadenza. Invece è una piccola pillola di libido gastronomica. Con un dito di barbera ed il retrogusto di una fetta di maiale che si agitano nel cervello, rientri nello stanzone: c'è la vernice di quella che ambiziosamente viene definita" la prima mostra del collezionismo 2.0".

Ci saranno Avatar di mercanti d'arte, pensi. Invece trovi giovani in carne ed ossa, competenti e rilassati. Nessuno ti vuole vendere niente, nessuno ti scannerizza in base alle disponibilità economiche di spesa. Anche se in realtà c'è più finanza qui che a Palazzo Mezzanotte, che troneggia alla fine della prestigiosa viuzza. Ma la convivenza tra creatività e denaro, per una volta, non è pesante.

Tutto infatti nasce dalle discussioni sull'arte come investimento di finanzaonline. Per esempio il thread sulla spirale di Crippa che vedete riprodotta sopra è uno dei più gustosi: lo trovate qui.

E proprio quella l'immagine che ti accoglie, lì in fondo. A quelli colti evoca le spirali al neon dell'ultimo piano dell'Arengario appena riaperto. Io, che vengo dalla provincia, ci vedo invece quei meravigliosi annunci d'artista per le penne Bic pieni di ghirigori, che spopolavano alla fine degli anni'50. I periodi corrispondono, a dimostrazione che anche la pubblicità non vive su un'altro pianeta, ma si nutre di quello che la vita vera, anche artistica, produce. I nostri sono i tempi del dito medio di Cattelan, abituiamoci quindi a prenderla in quel posto con estetica ironia.

Alla fine l'iniziativa di Claudio Borghi e Luca Dezzani è davvero contemporanea. Continuo a ripetere che il segreto della sopravvivenza in questi tempi duri, per i creativi veri, è abbinare la condivisione al contenuto ed alla competenza.
E questi due, lemme lemme, mettono in scena l'applicazione del pensiero al mercato dell'arte.

L’idea di ShTArt è infatti lo sharing con gli altri della visione “dal vivo” dei propri oggetti d’arte: se ne può liberamente discutere, come si fa tra chi coltiva una passione comune. Come confessano i curatori, "dopo alcuni anni di discussioni interessanti nella sezione di investimenti in arte e collezionismo del forum del sito Finanzaonline.com abbiamo pensato di sperimentare la possibilità di mostrare fisicamente, in un luogo tangibile, alcuni dei quadri appartenenti ai più attivi protagonisti delle discussioni, con facile rimando al medesimo forum, in modo da consentire allo spettatore di poter interagire via internet con il proprietario e con altri appassionati dell’autore. Si regala così a chiunque la possibilità di poter vedere di persona una selezione di alcune opere di grande qualità, dai primi astrattisti italiani alle più recenti sperimentazioni, che altrimenti sarebbero assolutamente invisibili e, come tali, praticamente non-esistenti per il pubblico."

Non so se a Milano abbiamo la prima mostra d'arte interattiva: cercherò di scoprire se altrove hanno avuto un'idea simile.
L'unica sicurezza è la messa in scena del gusto di un collezionismo moderno ed informato, nato in luogo virtuale, trasposto in luogo fisico e che può ritornare nel virtuale subito dopo la visione.

La mini mostra è divisa in quattro sezioni (KN, arte astratta italiana – Artisti internazionali – Anni ‘90 – Giovani emergenti) ispirate dalle discussioni più popolari del forum, ed è aperta fino al 15 Aprile. Smettete quindi di istupidirvi sul vostro profilo di fb: uscite e provate a scoprire il collezionismo 2.0. Se passate verso ora di pranzo, non perdetevi la piccola cucina che occhieggia lì di fronte.
Poi dicono che con la cultura non si mangia.

lunedì 17 maggio 2010

il lavoro: se lo ami, lo inventi.

Scopro che a Ny qualcuno ha usato fantasia e praticità per trovare un colloquio e poi un lavoro in una grande multinazionale, investendo l'impressionante cifra di 6 USD.

http://www.youtube.com/watch?v=7FRwCs99DWg&feature=player_embedded

Il giovane creativo che si è inventato questa cosa ed ora lavora alla Y&R, ha vinto anche un Gold Pencil al Clio, per questa iniziativa. Mi permetto di far notare che quattro anni fa, a me ed immagino a molti direttori creativi italiani, arrivò questa e-mail (investimento zero euro) che vi copio qui sotto.

Data : 19/02/2006 17:50
Da : valentina.cognome@libero.it
A : pasquale@specialteam.it
Oggetto : negative approach
Allegati : cv copywriter.doc  application/msword   38.3Kb   

Visualizza come testo    Visualizza   Download Intestazione: Breve | Tutte

Ciao valentina.

Grazie per averci mandato il tuo curriculum, ma al momento non stiamo cercando un copy.

In bocca al lupo.
Pasquale Diaferia


Come dire, un genietto tanto quanto Alec Brownstein, il creativo americano protagonista della storia d'apertura.
Inutile ricordare che io ho deciso di prendere l'autrice della mail con me: ha lavorato per più di tre anni nella mia squadra.
Nè l'adci, nè i giornali della pubblicità italiana hanno premiato o raccontato questa storia. Nonostante tutti la conoscano: io presento questo caso dal 2006 nei tanti convegni a cui partecipo.

Ora, poche brevi note a commento.

Uno, si conferma che se cerchi un'idea, il fatto di essere italiano non è un limite. Puoi avere la stessa geniale intuizione di un americano, e magari la realizzi prima.

Due, il vero limite è nel sistema italia, che non riconosce né valorizza queste eccellenze. Brownstein ha sfruttato al massimo la curiosità e la competenza dei giornalisti e dei giurati americani, che hanno saputo farlo diventare famoso.

Tre, la conferma che i direttori creativi di tutto il mondo amano essere coccolati, vezzeggiati e sedotti. Esattamente come tutti gli altri esseri umani.

Quattro, il digitale è una straordinaria opportunità per tutti quelli che hanno tante idee e poco denaro. Nella categoria dovremmo essere a pieno titolo inclusi noi italiani. Purtroppo siamo gli stessi che continuano a pensare che un'azione di comunicazione o va in tv oppure non la vede nessuno.

Cinque. Se vuoi un lavoro, se lo ami e lo desideri davvero con tutto il cuore, trovi la maniera di superare gli ostacoli per riuscire ad arrivare dove vuoi. Tirata fino all'estremo, questa affermazione porta come logica conseguenza che il lavoro te lo puoi addirittura inventare. Nè io, nè il direttore della Y&R di New York volevamo assumere qualcuno. Ma davanti ad una persona che dimostra talento, passione, originalità e testardaggine, l'unica possibile conseguenza è dare spazio. Seguendo la regola dei grandi manager creativi che dice: "Se trovi qualcuno più bravo di te, assumilo subito. Diventerai migliore anche tu."

Come dire, per migliorare i nostri reparti creativi non servono le portfolio nights (iniziativa ottima ma con i suoi limiti). Quello che serve, in fondo, sono junior meno timidi e senior meno preoccupati.

mercoledì 14 maggio 2008

Ad Euro Rscg il budget globale Chivas Regal da 60 mln

Pernod Ricard ha annunciato oggi di aver affidato la creatività di Chivas Regal, fino ad oggi gestita da TBWA/Chiat/Day, a Euro Rscg. Secondo un dirigente dell'azienda il budget globale potrebbe raggiungere i 60 milioni di euro.

Il brief richiesto a Euro Rscg è stato quello di apportare freschezza al brand restando fedele al posizionamento premium del marchio nel mondo.

Con molta probabilità sarà Euro Rscg Milano, guidata da Dario Mezzano (nella foto), a gestire, in Italia, l'incarico creativo dello Scotch whisky Chivas, il brand di maggior valore nel portfolio di Pernod per quanto riguarda le vendite al dettaglio, che nel 2007 hanno raggiunto quasi un miliardo di euro.

Martin Riley, direttore marketing internazionale di Chivas Regal, ha commentato: "Siamo rimasti impressionati dalla dinamicità del team dell'agenzia e dal respiro internazionale che ha apportato al brand e siamo curiosi di conoscere il nuovo approccio creativo che sarà sviluppato prossimamente". Ha aggiunto: "Negli ultimi 14 anni Tbwa è stata un importante strumento nel diffondere la campagna 'The Chivas Life' con grande successo in oltre 50 mercati nel mondo, aiutando il brand Chivas a raggiungere le più alte vette di vendita".

Tbwa, che ha curato la creatività di Chivas Regal per 14 anni, resta comunque tra le agenzie di riferimento di Pernod per Scotch whisky Royal Salute.


tratto da www.advexpress.it