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domenica 15 maggio 2011

Se è Gratis, Vale Niente.


Il rumore provocato dai risultati della Gara Ferrarelle è stato davvero fastidioso. Non solo perché di Alto Volume (si sono mossi gli stati maggiori di Assocomunicazione) ma sopratutto per il Valore Simbolico del Cliente. E' la marca che negli anni ha prodotto gli strappi creativi più belli e moderni del paese ed ha scritturato i migliori talenti disponibili sul nostro mercato. Quando ero un junior copy, guardavo con invidia chi poteva lavorare su quel conto. Ricordo che proprio il mio amico Michelino Tosi, di cui prendevo il posto in JWT, andò a lavorare da Michele Rizzi, dove c'erano Ferrarelle, Wampum Jeans, Golia e tanti altri clienti che chiedevano a gran voce creatività spinta come elemento di differenza. Mille anni dopo, bevendo un caffè con Michele Rizzi, proprio lui mi chiese come mai non avevamo mai lavorato insieme. Io gli risposi semplicemente: "Fuori dal tuo portone c'era una permanente coda di creativi, Michele. Io che, oltre che per la gloria, ho sempre lavorato per denaro, da te era quindi inutile che provassi. Mi avresti detto che avevo talento, ma ero troppo caro...". Ricordo chiaramente che il grande intellettuale Rizzi non mi rimproverò, anzi: sorrise, comprensivo. Conosceva le leggi della creatività, ma sopratutto quelle del mercato.

Visto che qualcuno, in posti molto più nobili di questo, mi ha pubblicamente rimproverato di aver scatenato negli ultimi mesi casini inenarrabili, parlando di denaro, vorrei ricordare a tutte le verginelle quello che Rizzi ben conosceva: la pubblicità è attività che si svolge su commissione di clienti, spesso quotati in borsa, ed è parte integrante di un'industria che vale quasi 20 miliardi di euro solo in italia. Nel mondo genera un giro d'affari pari al'intero PIL di un singolo piccolo paese occidentale, tipo l'Olanda.

Quando si parla di questo lavoro, si parla sopratutto di soldi. Questa industria produce Idee che producono Valore per le Marche: Valore Concreto, che si trasforma in fatturato per le agenzie e per le aziende.

Quindi, nella vicenda della nota acqua minerale, le colpe non possono essere attribuite ad un Direttore Marketing, per quanto cinico e scorretto. Infatti, proprio perché su Liscia, Gassata o Ferrarelle in passato si sono cimentati i migliori talenti creativi italiani, ha chiamato sigle importanti (dimostrando una certa ingenuità, perché oggi talenti assoluti si possono trovare anche fuori dal mercato delle agenzie). E proprio perché quelle stesse sigle nel recente passato hanno partecipato ad affollati pitch creativi senza rimborso, si è limitato a proporre le stesse condizioni del passato (i direttori marketing si parlano e si scambiano informazioni tra loro). E proprio perché nessun obbligo di acquisto era stato messo in campo dalle agenzie, Ferrarelle alla fine della lunga gara ha deciso che nessuna proposta creativa era interessante. Il committente, al momento, ha ancora l'ultima parola, perfino quando ci sono contratti e rapporti normati: se per lui quella campagna non funziona, non va in onda. Chi ha lavorato per Ferrero, per esempio, ha sicuramente almeno un film girato che poi è stato messo nel cassetto. L'unica differenza è che ad Alba sono dei signori, e pagano anche le produzioni non utilizzate.

Se questo è lo scenario, io sono assolutamente convinto che il comunicato di Assocomunicazione (che mercoledì cambia nome, ma non politica) sia carta straccia. Si può stigmatizzare tutto, al mondo. Ma fino a quando tutti, e sottolineo tutti, gli associati partecipano sistematicamente a gare senza remunerazione, senza codice etico, senza tutele e senza brief condivisi e approfonditi, la responsabilità è solo loro.

Lo sanno anche i bambini all'asilo quando si scambiano le figurine dei calciatori: se regali qualcosa, il suo valore venale è zero. Avrà anche un valore affettivo fortissimo da poter dire: "per me non ha prezzo". Ma nella vita economica, se lo regali, è gratis. E da quel momento in avanti, sarà gratis. Come gli sconti incondizionati. Se abbatti il valore di un bene, non lo riporterai mai a quello originale. Chiedere, per informazione, ai produttori, di acqua minerale, di olio, di pc, di automobili: quando entri nel vortice degli sconti, o degli incentivi, sei morto, il tuo prezzo continuerà a scendere. Pensate che per l'Industry dell'ADV sia diverso?

Allora tacciano le verginelle: se le agenzie, per problemi di logica industriale, prima che finanziaria, hanno deciso di partecipare al gioco delle gare gratuite, non piangano e non si scandalizzino. Prendano esempio dai tanti indipendenti, a cominciare dal nuovo presidente dell'ADCI, che da sempre, con le loro sigle, preferiscono rifiutare le gare all'ammasso. Tutelano le proprie marche, il proprio talento, il valore delle proprie idee, semplicemente non regalandole.

E se può valere anche il mio piccolo esempio, so che tutte le volte che rifiuto un'affollata e per niente remunerata gara creativa, nel giro di un paio di anni quel cliente finisce per lavorare con me. L'unico che gli ha detto di no, l'unico che non gli regala niente (e di conseguenza l'unico il cui lavoro ha un valore), l'unico che sa dimostrare che la sola maniera di crescere in questo mercato è far crescere i clienti, far loro guadagnare denaro col buon lavoro. E il buon lavoro, quello di valore, non lo si regala. Mai.

Se qualcuno ha un business model di maggior successo (che non preveda contratti internazionali che piovono dal cielo), me lo presenti. Ma visti i chiari di luna di questa Industria, esemplificati dalla Gara Ferrarelle, temo che sarà difficile trovare casi vincenti.

Ecco perché ribadisco che il Direttore Marketing in questione non mi sta per niente simpatico, ma ha ragione. Non può esimersi dall'approfittare della spirale infernale in cui si sono cacciate le agenzie.

La si può esemplificare nel dipinto di Hopper che apre questo post, in cui il nero in cui si precipita è sempre più nero. Oppure con questo Haiku (visto che gli spiritosi anonimi che le gare alimentano mi attribuiscono questo curioso talento, chi sono io per smentirli?):

Se lo Regali, è Gratis.
Se è Gratis, vale Poco.
Anzi Niente.
E se Niente Vale il tuo lavoro,
il tuo Valore è Niente.

Per concludere, cari partecipanti alle gare gratuite,
per quale oscura ragione quel Direttore Marketing dovrebbe rispettarvi?
Precipitando nel vuoto, evitate di diffondere comunicati stampa:
la causa dei vostri mali, siete solo voi stessi.

mercoledì 24 settembre 2008

Un futuro senza numeri

In un clima troppo incerto per fare previsioni attendibili occorre puntare sul prodotto e sull’innovazione. Questo il pensiero di Lorenzo Sassoli de Bianchi espresso alla presentazione della ricerca condotta da Astra sul ‘Futuro della Pubblicità’ . Il presidenteUpa invita aziende, media e agenzie a puntare sulla qualità che, rassicura, non verrà penalizzata dalla crisi. Guarda l’intevista sul Tg Cannes http://tgcannes.advexpress.it/Default.aspx

Un futuro della Pubblicità senza numeri. Per la prima volta dalla sua pubblicazione, il rapporto Upa, come da tradizione realizzato dall'Istituto Astra di Enrico Finzi e presentato oggi a Milano insieme al presidente dell'Upa Lorenzo Sassoli de Bianchi (nella foto), non propone dati previsivi per il prossimo anno, tanto meno per il prossimo biennio. Il motivo di questa decisione è semplice e preoccupante allo stesso tempo: nessuno tra gli interpellati dall'istituto Astra (opinion leader nel mondo dele concessionarie e della comunicazione in genere) se l'è sentita di sbilanciarsi in alcun modo su quello che potrà avvenire il prossimo anno. Non lo sanno i mezzi, non hanno ancora le idee chiare le aziende.

"Fino a qualche giorno fa nessuno poteva ipotizzare quello che sarebbe successo, dal caso Lehman in giù. Dobbiamo abituarci a vivere nell'incertezza in un clima dove è calato il tasso di fiducia dei consumatori. Non è questo, dunque, il momento dell'ottimismo". Parola del presidente dell'Associazione degli Utenti di Pubblicità al quale, nell'era del dopo-Malgara, è toccato l'ingrato compito di gestire uno dei momenti più difficili della storia della comunicazione italiana. Non resta, quindi, che analizzare il presente per ricavare qualche supposizione su quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi.

Intanto i numeri. La chiusura del 2008, fino allo scorso giugno prevista da Upa a un +3,4%, è stata corretta a +1,6% che, al lordo dell'inflazione, significa una decelerazione del -2,2% degli investimenti nel loro complesso (ATL e BTL). "Quello che caratterizza questa situazione è che non tutte le aziende si comportano in maniera omogenea – commenta Sassoli - Alcune diminuiscono gli investimenti, altre li aumentano, e ci sono nuovi investitori". Qualche nota positiva sembra quindi esserci. E da parte sua, il presidente dell'Upa il proprio dovere lo fa.

A latere della conferenza stampa Sassoli ha infatti annunciato che il Gruppo Valsoia non taglierà un cent negli investimenti pubblicitari. L'invito al realismo è d'obbligo, e si può anche trarre qualche saggia e salutare considerazione: "questa crisi ci ha liberato da sogni finanziari irrealizzabili, con la facilità di accesso al credito aziende e consumatori hanno speso più di quello che avevano". E gli istituti finanziari, da parte loro, hanno incentivato l'indebitamento. Triste realtà per gli Usa, meno drammatica per l'Italia. E, quindi, come se ne esce? "Occorre tornare ai valori fondamentali: al prodotto e alla marca. Dobbiamo rimboccarci tutti le maniche, nella convinzione che le radici sono sane". E qui scatta l'ennesima citazione cinematografica. Questa volta la pellicola è Oltre il Giardino. Per una serie paradossale di equivoci il protagonista Peter Sellers nei panni del giardiniere Chance viene scambiato per una sorta di guru dotato di una profonda saggezza filosofica, tanto da partecipare a talk show televisivi e, addirittura, da essere ascoltato dal presidente degli Stati Uniti d'America. Alla domanda sul futuro del paese Chance risponde che il giardino crescerà se le radici non vengono recise. "Quelle radici – commenta Sassoli – non sono recise, le abbiamo e su quelle dobbiamo investire".

Un discorso che vale per tutti e, quindi, anche per i mezzi. Nello scenario attuale vengono premiati i media che si dimostrano più rapidi nell'azione con i consumatori, le aziende devono invece riflettere sui propri prodotti e, di nuovo, collaborare con i mezzi. WE poi non si può generalizzare, "se è vero che i periodici vanno male è anche vero che al loro interno vi sono testate che, al contrario, vanno benissimo. Come pure in Usa, dove il mercato è in calo drammatico, ci sono le auto a basso costo o consumo che vendono, mentre i SUV vanno male".

Insomma, la situazione è complessa, dobbiamo abituarci a vivere nell'incertezza e cercare di capire quello che accade. Quella che sta investendo la comunicazione è una crisi strutturale, di sistema come si suole dire, o contingente? Sassoli non ha dubbi. "Non è il sistema ad essere messo in discussione, si tratta di una crisi contingente, fase nella quale le aziende stanno chiedendo e spingendo sull'innovazione nelle modalità di comunicazione. Da un lato si concentrano o dovrebbero concentrarsi sul prodotto, dall'altro riportano al proprio interno i processi decisionali.

E sul fronte della remunerazione dei partner in comunicazione, ci sarà una ulteriore compressione? "Certamente quando, a breve, si rifaranno i budget ci sarà un po' di tensione ma dal mio osservatorio noto come siano sempre più numerosi gli utenti che pagheranno meglio servizi qualitativamente migliori. Di fronte a ogni scelta ci chiederemo dove risieda la qualità".

Salvatore Sagone

tratto da advexpress.it

lunedì 15 settembre 2008

Tutta l'energia di Enel nel nuovo spot firmato S&S. Budget di 4 mln

Lo spot 'Power to the People' sarà on air dal 14 settembre per 2 settimane sulle principali emittenti televisive nazionali e sui canali satellitari. Prevista anche una campagna web. Fellegara: "Lo spot sottolinea la centralità che il cliente ha per l'azienda attraverso una formula creativa dal taglio internazionale".

Sarà on air da domenica 14 settembre per due settimane il nuovo spot istituzionale Enel ideato da Saatchi&Saatchi con la regia di Tony Kaye. Dopo aver raccontato i tanti volti e significati dell'energia, così vicina nella quotidianità, con il nuovo spot istituzionale, Enel mette in luce il potere che l'energia dà alle persone, consentendo loro di vivere al meglio la vita.

Lo spot di 30" è un'evoluzione della campagna 'I nomi dell'energia', andata in onda la scorsa primavera. Da un tono intimo, accentuato dalle note di 'Sunday Morning' e da una calda voce narrante, si passa al ritmo incalzante di 'Power to the People' , la celebre canzone scritta da John Lennon, che sottolinea con forza il valore di cui Enel vuole farsi portavoce.

Come ha spiegato ad ADVexpress Silvia Fellegara(nella foto), Responsabile Pubblicità e New Media Enel: "Il concept 'Power to the People' incarna la volontà di Enel di dare ogni giorno alle persone il potere di migliorare la propria vita e il montaggio di immagini molto serrato e vivace rappresenta l'immagine di un'Enel dinamica, innovativa ed internazionale. La spot sottolinea la centralità che il cliente ha per l'azienda attraverso una formula creativa che ha un taglio internazionale. Il concept reinterpreta le immagini de 'I nomi dell'energia' per raccontare come con l'energia sia possibile accendere una candela elettrica in chiesa, cucinare una torta nel forno, lanciare lontano un aereo di carta con un ventilatore, suonare una chitarra elettrica, salvare una vita. Racconta cioè la libertà di usare l'energia, di viverla ma soprattutto di sceglierla per tutto quello che si ama. E' questo il Power to the People".

La pianificazione parte il 14 settembre e si sviluppa per 2 settimane sulle principali emittenti televisive nazionali e sui canali satellitari. Prevista anche una campagna web online per tre settimane. Il budget è stimato in circa 4 mln di euro.

Con la direzione creativa di Guido Cornara e Agostino Toscana, hanno lavorato l'art Luca Pannese e il copy Luca Lorenzini. La casa di produzione è The Family. Pianifica Vizeum.

tratto da advespress.it


domenica 27 luglio 2008

La scheda gare un benchmark che ci invidiano


Nel primo semestre 2008 appaiono molto positivi i dati provenienti dal monitograggio sulle gare private messo
in atto da oltre un anno da AssoComunicazione,
come spiegato oggi in conferenza stampa a Milano da Peter Grosser Presidente Consulta Pubblicità
di Assocomunicazione.
Ai microfoni del Tg Cannes Peter Grosser si è dichiarato soddisfatto dei risultati raggiunti
rispetto al 2007 le schede aumentano dal 60% al 70%, i rimborsi crescono dal 51% al 54% dei casi,
mentre diminuisce il numero medio di agenzie invitate passando da 4,3 a 4. Cresce invece la
percentuale delle agenzie che hanno ottenuto schede compilate e firmate dal cliente che ha indetto la gara:
dall'82% del primo semestre 2007 si passa al 94% nei primi sei mesi 2008. Di queste, il 93% indica il nome
delle agenzie concorrenti.

mercoledì 11 giugno 2008

Marcello Lippi Testimonial della campagna Adv per la neonata linea Geox Net

Per il lancio della nuova gamma di scarpe sportive il Gruppo di Montebelluna ha prvisto un piano di marketing
e comunicazione realizzato dall'agenzia interna, che avrà come protagonista Marcello Lippi, CT della Nazionale
Italiana di Calcio Campione del Mondo Germania 2006, dichiaratosi ai nostri microfoni soddisfatto di essere
testimonial di un'azienda così innovativa. File rouge della campagna, articolata in tv, su stampa e in
telepromozioni, sarà lo slogan: "Geox, sport che respira',che riassume in maniera semplice e immediata il benefit delle calzature.

Luis Figo nel futuro della comunicazione di People and Partners

Al Park Hyatt Hotel Cinzia Lampariello amministratore delegato di People and Partners ha presentato alla stampa
il 'nuovo acquisto' Luis Figo. Con un attivo di 37 clienti e un fatturato di 4,5 mln di euro, l'agenzia
ha in progetto di espandersi oltre i confini nazionali.
Cinzia Lampariello e Luis Figo hanno raccontato ai microfoni del Tg Cannes i particolari di questa nuova avventura
che stanno per incominciare.