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martedì 11 agosto 2009

La forza del cambiamento

Questi ultimi mesi, così carichi di apprensioni per la perdurante situazione negativa dell’economia mondiale, mi hanno spinto a valutare con occhi diversi le esigenze che imprenditori e manager ogni giorno discutono con me e con i colleghi dell’agenzia che rappresento. Fino a pochi anni fa, in Italia, la percezione più diffusa in merito alle opportunità offerte dal Web era ancora legata a un approccio “broadcast”, nel quale l’azienda diffondeva al mondo il suo messaggio esattamente come avrebbe fatto attraverso i mass media tradizionali. Certamente, la possibilità di essere contattati attraverso la compilazione di un form o l’invio di una mail costituiva un valore aggiunto ma pochi erano davvero in grado di apprezzarlo e di gestirlo a fondo.


Il Web 2.0, fenomeno ampiamente diffuso e consolidato in tutto il mondo già da alcuni anni, veniva visto dalla maggior parte delle aziende come qualcosa di caotico e poco professionale, fatto di ragazzini che passano il tempo a caricare on-line video di bravate e papere varie oppure di blogger che combattono la loro solitudine passando il tempo a scrivere.


Poi venne la crisi, il calo dei consumi, gli investimenti pubblicitari ridotti all’osso. Che fare? Possibile che in Italia debba arrivare una fase recessiva per scoprire ciò che è noto da almeno un decennio (il fatto che la Rete sia “il” medium per eccellenza)? Il superamento dei dieci milioni di utenti facebook, le migliaia di blog “professionali” (e le centinaia di migliaia di amatoriali), i milioni di ore che ogni mese i navigatori trascorrono interagendo hanno “suggerito” che, tutto sommato, in un momento in cui non ci sono grandi budget da investire, può valer la pena di provare a cambiare radicalmente il modo con cui un’azienda si presenta sul mercato e, soprattutto, si relaziona con esso.


Forse, ciò sta accadendo perché, in fondo, c’è la consapevolezza che stiamo vivendo un mutamento di portata storica, non il solito ciclo economico al quale eravamo abituati. E’ il cambiamento di un modello culturale insostenibile nel lungo periodo. In un mondo con risorse limitate non può esistere un processo di crescita infinita. Banale? Forse, però, intanto, si continua a misurare il “benessere” di un paese con la crescita del suo PIL. Poco importa se il PIL cresce perché è aumentata la vendita di armi o perché un disastro naturale ha stimolato la costruzione di abitazioni... cresce, questo basta.


Dalla consapevolezza della necessità di un cambiamento all’applicazione di un modello d’azione il passo non è breve. Molti imprenditori, soprattutto quelli che con le loro piccole e medie imprese sostengono il tessuto economico italiano, sanno essere attenti ai segnali della società e, grazie alla flessibilità delle loro imprese, riescono ad adeguare i loro prodotti e servizi in tempi record. Il Web, con le sue conversazioni e gli infiniti stimoli di cui è portatore, è così diventato oggetto di attenzione straordinaria. Non quell’attenzione “finanziaria” che alla fine degli anni ’90 aveva fatto illudere più di qualche investitore sulla possibilità di arricchirsi in pochi mesi costituendo una società “dotcom”, si tratta di qualcosa di molto più profondo e radicale: la Rete come veicolo e motore al tempo stesso del cambiamento epocale che stiamo vivendo.


Questa presa di coscienza rappresenta un passo avanti importante per consentire alla “saggezza delle folle” di emergere però, da un punto di vista aziendale, non è ancora così chiaro un elemento fondamentale: affrontare la Rete come azienda significa avviare un processo di trasformazione profondo, fatto di trasparenza, di capacità di ascolto, di attenzione verso i propri interlocutori, siano essi clienti, fornitori o dipendenti.


Tutto ciò non si realizza incaricando un’agenzia e delegando all’esterno la gestione del processo, occorre un coinvolgimento profondo di tutti gli attori coinvolti che, per primi, devono aver superato quella barriera fra atomi e bit che ancora esiste nella mente della maggior parte delle persone. La capacità di integrare nei nostri processi cognitivi e relazionali quotidiani l’“information cloud” che costantemente ci avvolge costituisce il vero “salto di qualità” per avviare un processo di cambiamento profondo.


Non si tratta di diventare dipendenti dalla tecnologia (lo siamo già, comunque), bisogna sempre pensare che la Rete è fatta prima di tutto di persone, l’infrastruttura tecnologica non servirebbe a nulla se non ci fosse chi la utilizza.

Qui si innestano ulteriori temi assai complessi, come quello del digital divide culturale, che non possono essere affrontati in questo post ma che sarebbe interessante discutere, anche attraverso i commenti che è possibile inserire su “Lato B”.


In estrema sintesi, giusto per cercare di dare un’apparente conclusione a queste riflessioni, ciò che vedo con sempre maggiore evidenza discutendo con imprenditori e manager è la “voglia” di percorrere strade diverse accompagnata da un senso di spaesamento, tipico di chi si avvicina a un mondo nuovo. La sensazione che ne ricavo è comunque positiva perché ho fiducia nel concetto di “collaborazione” e nulla è più collaborativo di una Rete aperta che avvolge il mondo intero 24 ore su 24.


E voi, cosa ne pensate?

giovedì 4 settembre 2008

Fastweb diventa 'mobile'. Lancio firmato Adv Activa

Come rivelato in anteprima ad ADVexpress, partirà venerdì 5 settembre in tv l'importante campagna realizzata dall'agenzia, scelta a seguito di una consultazione, per la promozione del nuovo servizio offerto dall'operatore. A seguire annunci radio, campagna stampa (free press) e web adv. Protagonisti ancora Valentino Rossi e Paolo Cevoli.

Fastweb si fa in quattro per te': recita così il claim dello spot che da venerdì 5 settembre presenterà ufficialmente 'Fastweb Mobile' , il nuovo servizio offerto dall'operatore, che ora, dopo telefonia fissa, Internet e tv, approda anche nella telefonia mobile, debuttando come operatore virtuale.

Da dove nasce la decisione di affacciarsi al mercato del mobile? Luca Pacitto (nella foto), direttore comunicazione di Fastweb, ha dichiarato in anteprima ad ADVexpress: "Fastweb è un'azienda giovane ma ha già un'esperienza consolidata, per cui la domanda da fare è piuttosto: perchè non avrebbe dovuto approcciare il mercato del mobile? Pensiamo che il mercato offra ancora buone opportunità in termini di Sim vendute, il nostro prodotto è stato studiato con attenzione e contiamo di aggredire il mercato con un piano di comunicazione ben articolato. In fondo, è nella natura di Fastweb accettare le sfide".

"Inoltre - ha aggiunto il direttore comunicazione - questo servizio non è a sé ma è parte integrante di tutta l'offerta Fastweb, che così viene resa più completa. Il nostro target per ora è il mercato residenziale, ma prossimamente ci rivolgeremo anche alle aziende".

Pacitto ha dettagliato ad ADVexpress anche il piano di comunicazione a supporto del lancio. "Per far conoscere questo nuovo servizio - ha spiegato Pacitto - Fastweb ha in programma una campagna importante, che coinvolgerà le reti tv generaliste (Rai, Mediaset, La7 ) e satellitari, il cinema, la radio, Internet e la free press. Lo spot televisivo partirà venerdì 5 settembre e resterà on air per due settimane, a seguire la campagna verrà veicolata 'a scacchiera' sugli altri mezzi".

Sarà ancora la collaudata coppia formata da Valentino Rossi e Paolo Cevoli a fare da testimonial, anche se ci sarà un'inversione di ruoli: questa volta infatti sarà Valentino a far visita al suo supertifoso Yuri, interpretato da Cevoli, per dirgli che ora 'Fastweb è anche cellulare!'.

Oltre allo spot di lancio, il cui scopo, come illustrato da Pacitto, è quello di "informare il pubblico che Fastweb ha fatto il suo ingresso nella telefonia mobile", è previsto un secondo soggetto, più incentrato sull'offerta, che presenterà FamigliaOvunque, una tariffa che consente ai cellulari Fastweb di famiglia di parlare gratis con il telefono di casa e tra di loro.

Luca Pacitto ha spiegato che "la campagna, pianificata da Mindshare , è stata realizzata dall'agenzia Adv Activa di Milano, che si è occupata di tutte le campagne del 2008 dell'azienda". In ogni caso l'assegnazione dell'incarico è avvenuta a seguito di una consultazione tra le agenzie che lavorano abitualmente per Fastweb.

La direzione creativa è di Stefano Aquilante e Maurizio Matarazzo, la casa di produzione è Filmmaster, mentre la regia e la direzione della fotografia fanno capo rispettivamente a Matteo Pellegrini e a Umberto Manente .

Serena Piazzi

Tratto da advexpress.it


mercoledì 11 giugno 2008

L'ADSL secondo Vodafone, sbarco ufficiale del brand

In occasione del dibattito tenutosi al Telefilm Festival di Milano sull'ascesa del genere seriale nei palinsesti
televisivi, il Tg Cannes ha intervistato Giorgio Gori amministratore delegato Magnolia Italia che ha espresso
il prorio parere riguardo alla situazione stanziale della produzione televisiva di fiction e format originali
nel nostro Paese rispetto all'estero dove reti minori introducono elementi d'innovazione nel relativo
sistema telvisivo inducendo così un processo di adeguamento dei contenuti da parte dei canali maggiori.
In Italia la Pay tv potrebbe dare, visto il pubblico a cui si rivolge,la giusta spinta propulsiva
per innescare un processo competitivo tale da portare le reti maggiori ad investire sempre più in produzione.
La creatività nazionale non manca, ma è necessario creare le condizioni di mercato perchè la si possa esprimere
in uno spazio meno compresso di quello attuale in cui i grandi network fanno la parte del leone.




giovedì 8 maggio 2008

Pavone: "Nel 2008 l'adv online previsto a quota 1 miliardo (+40%)



Nel suo intervento allo IAB FORUM Roma, il Presidente IAB Italia ha sottolineato: "Siamo di fronte a una reale esplosione del mercato. Il 7% dei budget pubblicitari verrà allocato su
internet, quota che prevediamo arriverà al 10% sicuramente entro il 2010".


Nel suo intervento alla prima giornata dello IAB Forum di Roma, Layla Pavone, Presidente IAB Italia, ha illustrato la situazione del mercato italiano dell'advertising on line. Il primo aspetto che ha affrontato la Pavone sono gli investimenti di pubblicità on line da parte delle aziende italiane: "Siamo di fronte a una reale esplosione del mercato" – afferma la Pavone – "le proiezioni 2008 indicano che il giro d'affari toccherà il miliardo di euro con un incremento rispetto al 2007 del 40%, questo significa che il 7% dei budget pubblicitari verrà allocato su internet, quota che prevediamo arriverà al 10% sicuramente entro il 2010".

Sono stati illustrati alcuni dati che offrono la dimensione del fenomeno. Il tempo. La rivoluzione digitale incide molto sul 'time budget' del consumatore che usa sempre meno i media analogici/tradizionali (i ragazzi 16-24 anni dedicano la stessa attenzione a Internet e alla TV) per passare più tempo su Internet (sia in termini assoluti che in tempo per sessione di connessione). Rispetto al 2003, oggi il tempo passato a guardare la TV è calato del 7.7%, radio meno 10,6% e giornali meno 11,8%. Rispetto al 2006, oggi internet sale del 145% in termini di utilizzo.

Gli utenti. In Italia sono 24 milioni (il 42% della popolazione) e si collegano in media quasi 5 volte a settimana; nel 2006 erano il 17,5% in meno. Fenomeno legato anche alla diffusione della banda larga che ha raggiunto l'82% degli internauti italiani. Anche gli utenti over 55 crescono: negli utlimi 3 anni sono il 10% in più, mentre il 48% degli utenti on line è donna, con una crescita del 22% rispetto al 2006.

Il pubblico allo IAB FORUM si è attestato nelle prime ore a circa 1200 partecipanti, tra operatori del settore, giornalisti, aziende e pubblico più generalista. Tra la seconda metà della mattinata e il pomeriggio sono previsti altri 1000 partecipanti.